E i tuoi sogni, dove sono i tuoi sogni?
I tuoi sogni che mi chiamavano e danzavano per me,
i tuoi sogni che mi stregavano,
i tuoi sogni che mi salvavano da morte e malattia,
i tuoi sogni che mi abbracciavano prima di andare via.
Dove sono adesso, i tuoi sogni colorati,
i tuoi sogni cresciuti intorno ai mandorli fioriti,
i tuoi sogni arrabbiati,
i tuoi sogni feriti.
Oh; piccolo Pako.
La tua scatola
si arrabbiò.
Si indispettì
e caddero
cristalli di ghiaccio
sul prato.
I tuoi giocattoli trasparenti,
stretti nel buio
solleticavano il suscettibile
pezzo di cartone.
L'avresti detto?
Tutto da capo,
gocce di rugiada
e lacrime congelate.
Come creatura lunare
cammini con gli occhi socchiusi
nel deserto di questi pensieri
nel frastuono di questi ricordi
nell'abisso dei giorni passati
nel mistero degli anni futuri.
Ma in un pianeta diverso,
più giovane e meno pesante
avresti potuto volare;
avresti potuto abbracciare
un cielo di stelle felici
senza farti schiacciare.
Qualcuno spolvera i soprammobili
nella stanza dove ti vestivi?
Qualcuno apre una finestra,
nelle mattine di primavera,
per far entrare la luce
e risvegliare i segreti?
C'è ancora il grande specchio
nella stanza dove ti spogliavi?
Complice e testimone,
adesso osserva il vuoto
o è andato in frantumi
per i troppi ricordi?